DI: Eduardo De Filippo
REGIA: Antonio Caponigro
COSTUMI: Maria Marino / Antonella Ceriello
SCENOGRAFIA: Michele Paolillo
AUDIO: Elena Mansi
LUCI: Antonio Marcantuono
CON: Antonella Ceriello, Maria Molinari, Massimo Raele, Elisabetta Cataldo, Emiliano Piemonte, Antonio Caponigro, Marta Clemente, Francesco Alfano, Liberato Guarnieri, Cristian D’Ambrosio
Sul sottile filo che separa realtà e finzione, passando attraverso la pazzia (per bisogno/fame o per opportunità/etichetta sociale), si gioca questo testo molto particolare di Eduardo.
Il tema del doppio la fa da padrone: comicità-drammaticità, attori-personaggi; uomini-galantuomini; nobili-plebei; ricchezza-miseria; verità-menzogna.
Personaggi attori e attori personaggi, sani che si fingono pazzi e pazzi che tornano sani, fratelli veri e fratelli finti, madri vere e madri finte, padri legittimi e padri illegittimi si susseguono sulla scena intrecciando, l’una nell’altra, vicende speculari.
La maschera, che domina la scena, ricorda il continuo sdoppiamento dell’essere umano stesso tra finzione e realtà.
Così il piano luci, così la scenografia vuota-piena che delimita gli spazi fisici e mentali, lasciando comunque intravedere, così la “biancheria artistica” costantemente presente e agita in scena.
Su questo doppio binario si è mosso anche questa volta il lavoro di ricerca di Teatro dei Dioscuri, sospeso a metà tra la tradizione ed il tradimento.